Le farfalle

Le farfalle, insetti che, da sempre, accendono la fantasia dell’uomo: per i greci erano il simbolo dell’anima che, trasmigrando dopo la morte, passava da un corpo all’altro, per gli orientali erano il simbolo del cambiamento, mentre per noi occidentali erano e sono il simbolo della bellezza.

Quanto dura una farfalla? È vero che la vita della farfalla si consuma in un giorno? La risposta è: dipende! Dipende dal tipo di farfalla. Prima di tutto dobbiamo considerare che il ciclo delle farfalla non si limita alla fase di adulto che tutti conosciamo. Prima di volteggiare tra i fiori, la farfalla è un uovo, poi diventa un bruco, una crisalide e finalmente la famosa perla del cielo. Per completarsi, in genere, questo processo richiede alcuni mesi. L’ultima fase, quella di farfalla adulta, è effettivamente piuttosto breve. Dobbiamo ricordare, però, che le specie di farfalle che abitano il nostro mondo ammontano a più di 200.000. All’interno di un gruppo così vasto c’è di tutto: alcune specie durano poche ore, altre invece continuano a volare per vari giorni, altre ancora durano addirittura diversi mesi.

Famosa è la farfalla monarca: in autunno parte per un lungo viaggio e dal Canada raggiunge una sperduta valle del Messico con un percorso di oltre cinquemila chilometri in qualche mese. Un entomologo ha calcolato la media della durata della vita di tutte le farfalle del mondo e ha ottenuto il numero perfetto: tre giorni!

È vero che se si toglie la polverina dalle ali delle farfalle, non riescono più a volare? Anche in questo caso la risposta è: dipende! Dipende dal tipo di farfalla: esistono farfalle robuste e altre un po’ più deboli. Se si osserva una farfalla di media grandezza a “fine carriera”, e cioè quando ha già volato per diversi giorni, si può notare come le ali siano spesso e volentieri piuttosto rovinate. Il prato è un luogo pericoloso per le figlie del sole che, quasi sicuramente, hanno dovuto fronteggiare piccoli rettili, uccelli e altri predatori: i segni del loro passato avventuroso si riscontrano nelle ali. In realtà, la parte davvero delicata non è tanto la polverina (formata da peli trasformati in scaglie colorate) ma piuttosto le numerose venature che s’intrecciano e percorrono gli organi per la locomozione aerea. Quando teniamo in mano una farfalla rompiamo inavvertitamente questi canalicoli compromettendo così il loro volo.

Perché le farfalle sono colorate? Le specie viventi interagiscono e comunicano tra loro con tanti e vari linguaggi. Le piante aromatiche, per esempio, usano l’odore per segnalare ai potenziali nemici la presenza di veleni all’interno dei loro tessuti*.

Il profumo del rosmarino, del basilico, della salvia significa, dal punto di vista ecologico: “Attenzione! Se mi mangi ti verrà un terribile mal di pancia”. Gli interlocutori delle piante sono proprio loro: le farfalle e in particolare i bruchi che sono dei vegetariani incalliti. Ma la storia della vita è antica e, in milioni di anni, esse hanno trovato il modo per aggirare l’ostacolo: il loro stomaco è in grado di detossificare i veleni delle piante e trasformarli da un limite a una risorsa. Questi insetti, infatti, prelevano le sostanze tossiche dalla piante e le usano per infarcire a loro volta i propri tessuti. E per comunicare al mondo la loro velenosità, esse si vestono con i colori dell’arcobaleno. Il linguaggio fatto di odori delle piante si trasforma in quello dei colori delle farfalle: cambia la “lingua” ma non il significato. La voce degli organismi viventi non ferma: gli odori e i colori entrano in noi accendendo il nostro mondo interiore. E quindi lo scintillio delle ali, il profumo delle piante e, in generale, la profusione di vita che da milioni di anni abita la nostra terra ci emoziona e, attraverso la difficile lingua dei sentimenti, ci chiede rispetto e ammirazione.

* le piante aromatiche sono velenose per gli insetti, ma non per noi. O meglio: sarebbero velenose anche per noi, se ne mangiassimo delle quantità esorbitanti. Assunte in piccole dosi, le sostanze prodotte dalle piante sarebbero, secondo la tradizione popolare, addirittura benefiche.

Questo articolo di Gianumberto Accinelli è tratto dal NaturaSì e Cuorebio Magazine di luglio-agosto 2016.

articoli recenti

Oggi si festeggia la giornata mondiale delle api

leggi

La biodiversità in classe: complimenti a tutti i partecipanti!

leggi

Ti aspettiamo il 7 aprile all'Ex Arsenale!

leggi

Ti aspettiamo il 31 marzo a Napoli!

leggi

Oggi è la giornata mondiale dell'acqua

leggi

Buona festa della donna!

leggi

Ciak si gira! A Bologna con NaturaSì e Youngabout

leggi

L'albergo degli insetti

leggi

Il 1° marzo torna l'appuntamento con M'illumino di meno

leggi

Ti aspettiamo il 3 marzo a Fabbrica Orobia (Milano)

leggi

Il ragno e la sua tela

leggi

Candele in cera d'api

leggi